| Arrivo al traguardo, bagnato e soddisfatto |
Piove, anche oggi piove, sono le 7.10 e a Genova piove.
Alle 9.30 parte il 29° giro dell'acquedotto organizzato dalla G.A.U. di Struppa.
Suona la sveglia e ci alziamo, Silvia non ha più sonno e si alza con me a fare colazione, Amanda preferisce restare a letto.
L'umore non è dei migliori, Silvia e la pioggia sono incompatibili, due poli opposti che per volontà di uno solo dei due non possono incontrarsi e coesistere.
Io sono felicissimo, piove e andrò a correre sotto la pioggia, la domenica comincia nel migliore dei modi. Amanda stamattina non gradisce la pioggia avrebbe voluto dormire ancora, ma la trasciniamo con noi.
Da casa alla G.A.U. piove, ed alla G.A.U. piove ancora di più. Parcheggiamo, mi iscrivo, mi preparo, ultimo passaggio in bagno e pronto sotto la pioggia sulla partenza. Sono in fondo, parto sempre in fondo, non ho velleità di vittoria, questo per vari motivi, età, troppo poco che corro, non ho trascorsi giovanili in attività agonistiche, non ho il fisico del corridore. Saluto Silvia e partiamo, la pioggia non ci lascia per tutto il percorso, dopo pochi metri inizia la salita che ci porta subito sul vecchio acquedotto Genovese. Percorriamo per la maggior parte della corsa questo acquedotto che fino al secolo scorso ha rifornito di acqua Genova, corriamo sopra le lastre originali che proteggevano il canale che portava fino al porto l'acqua per rifornire le navi che partivano per il nuovo mondo. Gli strappi in salita si alternano con i lunghi tratti in piano dell'acquedotto. Pozzanghere, fango e rigagnoli ci fanno compagnia per tutta la gara. Lo scenario è magnifico, siamo immersi nel verde, alcuni tratti nella nebbia, silenzio e pioggia. E' meraviglioso quando correndo non senti più la fatica, le gambe si muovono da sole e ti spingono nella corsa, senti la pioggia che ti picchia in testa e le scarpe sprofondano nelle pozzanghere e nel fango. Davanti a te la "lepre" da prendere, dietro a te "la volpe" che ti insegue e tu che costantemente devi bilanciare le forze per cercare di prendere la tua lepre ma di non essere preso dalla tu volpe. Non sempre ci si riesce, ma qualche volta riesco a bilanciare lo sforzo e tenere a bada la volpe. Oggi ci sono riuscito bene, dopo 3 km ho stabilizzato la mia posizione ed ho iniziato a rincorrere la lepre di turno, inaspettatamente la volpe non mi raggiunto, sono riuscito a tenerla a bada e la mia lepre mi ha portato fino alla fine. All'arrivo ero completamente fradicio, sporco, sudato e stanco, ma felice di aver corso sotto la pioggia assieme ad altri che come me condividono la passione per il piacere della corsa.
All'arrivo Silvia ed Amanda mi aspettavano pazientemente, per fortuna si sono potute riparare durante l'attesa nella palazzina della G.A.U. Amanda come al solito a beneficiato di carezze e coccole ed anche di qualche pezzo di focaccia e dolce.
Tornando a casa Silvia non era più tanto arrabbiata anche se la pioggia gli ha manifestato tutta la sua felicità nel poterla finalmente incontrare.
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