Oggi sono in forma.
Ho trovato del tempo e lo sto usando tutto.
sabato 27 luglio 2013
venerdì 19 luglio 2013
Luglio
E' un po che non scrivo e mi arrocco sempre usando la stessa scusa.
Non ho tempo.
Non ho tempo.
sabato 18 maggio 2013
Finalmente
Finalmente una gara fatta bene.
Domenica passata, 12 maggio, si è corsa la "vai come vuoi", con partenza dal parco di villa Serra di Comago (scenario bellissimo).
Domenica passata, 12 maggio, si è corsa la "vai come vuoi", con partenza dal parco di villa Serra di Comago (scenario bellissimo).
mercoledì 8 maggio 2013
NON HO MAI TEMPO
Ma possibile che non abbia mai tempo per fare quello che mi piacerebbe fare?
sabato 23 marzo 2013
Il cuore di Sestri
Seconda gara, seconda uscita, seconda fatica.
domenica 3 marzo 2013
Sono tornato
Si ricomincia, il 2013 mi ha fatto attendere molto prima di poter correre la prima gara.
Problemi fisici, l'età non perdona.
Fermo da quasi tre mesi, problemi al mio piede destro.
Il mio mitico piede destro.
Il mio glorioso piede destro.
Il mio indistruttibile piede destro.
Il mio favoloso piede destro.
Il mio insostituibile piede destro.
Riparto e dopo due settimane di corsa faticosa decido che la prima gara si può affrontare in casa,
GENOA PORTO RUN, la vendetta.
Silvia mi asseconda nella mia decisione dicendo che verrà con Amanda ad accompagnarmi e pazientemente ad annoiarsi nell'attesa dell'arrivo. Amanda, anche se non sa cosa faremo è d'accordo. Ma gli eventi non lo consentono così a Silvia tocca lavorare ed Amanda ad annoiarsi in casa ad aspettarmi.
Mio papà riesce invece a venire e senza nessun appuntamento lo trovo alla fermata dell'autobus che aspetta pazientemente. Così sale in macchina con me ed insieme andiamo verso l'arrivo.
Parcheggiamo e scappo con Roberto verso la partenza.
Li ci sono tutti, Gilberto, Vito, Walter ed anche Corrado, mio collega di lavoro e corridore neofita.
Ci si saluta e ci si prepara.
Obiettivo tenere Gilberto fino all'arrivo, se si arriva insieme sono già a buon punto della preparazione (dopo due settimane non sarà facile).
Alle 10 si parte, Gilberto è già davanti, provo a tenerlo ma lentamente si allontana.
Dopo 3 chilometri il mio ritmo comincia a calare e Gilberto si allontana inesorabilmente. capisco che la mia forma è veramente ai minimi, ma non mi fermo.
Lentamente ma inesorabilmente mi avvicino all'arrivo e tutto sommato non sono scontento. Battuto ma contento, le gambe non hanno ceduto ed il fiato ha tenuto.
Mio Papà all'arrivo riesce anche a fotografarmi.
Il percorso è stato variato ma è rimasto molto bello.
Per un giorno un esercito di poco più di 500 persone ha invaso il porto di Genova, lo ha fermato e lo ha ammirato.
Problemi fisici, l'età non perdona.
Fermo da quasi tre mesi, problemi al mio piede destro.
Il mio mitico piede destro.
Il mio glorioso piede destro.
Il mio indistruttibile piede destro.
Il mio favoloso piede destro.
Il mio insostituibile piede destro.
Riparto e dopo due settimane di corsa faticosa decido che la prima gara si può affrontare in casa,
GENOA PORTO RUN, la vendetta.
Silvia mi asseconda nella mia decisione dicendo che verrà con Amanda ad accompagnarmi e pazientemente ad annoiarsi nell'attesa dell'arrivo. Amanda, anche se non sa cosa faremo è d'accordo. Ma gli eventi non lo consentono così a Silvia tocca lavorare ed Amanda ad annoiarsi in casa ad aspettarmi.
Mio papà riesce invece a venire e senza nessun appuntamento lo trovo alla fermata dell'autobus che aspetta pazientemente. Così sale in macchina con me ed insieme andiamo verso l'arrivo.
Parcheggiamo e scappo con Roberto verso la partenza.
Li ci sono tutti, Gilberto, Vito, Walter ed anche Corrado, mio collega di lavoro e corridore neofita.
Ci si saluta e ci si prepara.
Obiettivo tenere Gilberto fino all'arrivo, se si arriva insieme sono già a buon punto della preparazione (dopo due settimane non sarà facile).
Alle 10 si parte, Gilberto è già davanti, provo a tenerlo ma lentamente si allontana.
Dopo 3 chilometri il mio ritmo comincia a calare e Gilberto si allontana inesorabilmente. capisco che la mia forma è veramente ai minimi, ma non mi fermo.
Lentamente ma inesorabilmente mi avvicino all'arrivo e tutto sommato non sono scontento. Battuto ma contento, le gambe non hanno ceduto ed il fiato ha tenuto.
Mio Papà all'arrivo riesce anche a fotografarmi.
Il percorso è stato variato ma è rimasto molto bello.
Per un giorno un esercito di poco più di 500 persone ha invaso il porto di Genova, lo ha fermato e lo ha ammirato.
I'M COME BACK
Ci provo, riparto e speriamo bene.
Oggi ho corso la prima gara del 2013. Gara è una parola grossa, ma in effetti questo era.
GENOA PORTO RUN. Secondo anno. Percorso modificato ma sempre molto bello. Dentro il cuore del porto, partendo dalla stazione marittima, attraversando varie calate, prendendo la sopraelevata del porto e passando 2 volte sotto la lanterna con l'arrivo proprio sulla stessa.
Baciata in ambo le edizioni dal sole e da una temperatura gradevole.
Più di 500 perdenti pronti a misurarsi con se stessi, sapendo che il primo non è un'avversario, ma un entità estratta, visibile si, prima durante e dopo la gara, ma rimarrà solo un'entità astratta, in grado di sprigionare una velocità ai più MAI raggiungibile.
Però una cosa è certa, non è invidiato.
Si perché per la quasi totalità dei 500 il primo non è un'avversario, il primo durante la gara non esiste.
Durante la gara quello che conta è battere se stessi, il tempo prefissato o quello dell'anno precedente, o al massimo l'amico che in allenamento spunta un tempo leggermente migliore o è il riferimento nella gara stessa.
Questa ogni volta è per me qualunque gara.
Raggiungere l'obiettivo prefissato prima della partenza. Se ci si riesce si vince, altrimenti... l'anno prossimo si batterà sicuramente.
Una cosa è certa, non si è mai VINTI.
Comunque sono ripartito, ho perso e non mi fermo.
IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE.
Oggi ho corso la prima gara del 2013. Gara è una parola grossa, ma in effetti questo era.
GENOA PORTO RUN. Secondo anno. Percorso modificato ma sempre molto bello. Dentro il cuore del porto, partendo dalla stazione marittima, attraversando varie calate, prendendo la sopraelevata del porto e passando 2 volte sotto la lanterna con l'arrivo proprio sulla stessa.
Baciata in ambo le edizioni dal sole e da una temperatura gradevole.
Più di 500 perdenti pronti a misurarsi con se stessi, sapendo che il primo non è un'avversario, ma un entità estratta, visibile si, prima durante e dopo la gara, ma rimarrà solo un'entità astratta, in grado di sprigionare una velocità ai più MAI raggiungibile.
Però una cosa è certa, non è invidiato.
Si perché per la quasi totalità dei 500 il primo non è un'avversario, il primo durante la gara non esiste.
Durante la gara quello che conta è battere se stessi, il tempo prefissato o quello dell'anno precedente, o al massimo l'amico che in allenamento spunta un tempo leggermente migliore o è il riferimento nella gara stessa.
Questa ogni volta è per me qualunque gara.
Raggiungere l'obiettivo prefissato prima della partenza. Se ci si riesce si vince, altrimenti... l'anno prossimo si batterà sicuramente.
Una cosa è certa, non si è mai VINTI.
Comunque sono ripartito, ho perso e non mi fermo.
IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE.
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