Strano stamattina a Genova c'è foschia, era prevista una splendida giornata di sole e invece.
Non importa siamo abituati a ben altro.
La corsa stamattina è alle 10.30 a Genova, giochiamo in casa, prendiamo tutto con calma.
Pur avendo al possibilità di svegliarci tardi, inevitabilmente come capita oramai da un po di tempo, ci svegliamo prestissimo, problemi dell'età. Mi vesto già in tenuta di gara, l'ho già fatto ultimamente, e dato che siamo sempre in ritardo questo mi evita di fare tutto di corsa pochi momenti prima di partire, maglia maniche lunghe mezza stagione e calzoncini corsari. Facciamo colazione e partiamo. In giro non c'è molta gente, il tempo condiziona in maniera notevole le persone soprattutto nel fine settimana, ed arriviamo puntuali. Strano. Troviamo subito un parcheggio abbastanza vicino a Villa Gentile, ma come al solito io titubo e convinco Silvia ad andare a vedere se ce ne fosse uno ancora più vicino. Non lo troviamo. Quindi come al solito torniamo a quello precedente che per fortuna è ancora libero. Non cambierò mai.
Parcheggiamo e ci incamminiamo verso la nostra meta. Amanda odora tutto e si ferma per un nonnulla, facendo subito innervosire Silvia. Entriamo a Villa Gentile, Silvia non c'era mai stata, nemmeno Amanda. Sembra piaccia a tutt'e due. C'è veramente una marea di gente fra corridori ed accompagnatori. Una bella veduta d'insieme. Incominciamo ad intravvedere i nostri soliti compagni di corse. Salutiamo e ci prepariamo per la partenza. Amanda subisce e subirà per un bel po' le attenzioni di un ragazzino che si è innamorato di lei appena l'ha vista, e questo fa innervosire Silvia ancora di più. Faccio un giro a passo lento per scaldarmi, ma a causa di un cambio repentino del tempo, esce un sole meraviglioso e caldissimo, è tardi ed io non riesco a togliermi la maglia maniche lunghe che avevo messo, patirò un po', pazienza, mi tiro su le maniche, saluto Silvia e Amanda, e mi schiero. Come al solito in fondo. Lo sparo arriva puntuale alle 10.30 e partiamo. Non partiamo solo noi a Genova per questa edizione di Vivicittà, in contemporanea in molte altre città italiane e straniere altri corridori correranno 12km in una sfida a distanza.
Un giro di pista di Villa Gentile e poi in strada, subito salita, su per via dei Mille Sento subito che le gambe oggi non daranno retta alla testa, venerdì ho corso 15km ad un buon ritmo per prepararmi alla mezza di Genova e oggi pago lo scotto. Comunque non demordo, affronto la salitina e la corta discesa di via Pisa con buon slancio, tengo ancora nella salita di via Ricci e nella lunga discesa di via Albaro e via Pozzo allungo per recuperare qualche posizione. Arrivo in piazza Tommaseo e raggiungo Gilberto, un corridore che si allena a Prà e che orami da qualche gara è il mio punto di riferimento. E' un buon scalatore in salita e buon passista in pianura. Percorriamo corso Buenos Aires, via Cadorna, via Fiume. La stanchezza per l'allenamento di venerdì, 15km in vista della mezza di Genova, incomincia a farsi sentire. Entriamo in via S. Vincenzo, leggera salita, fino a via XX Settembre, poi dopo breve discesa, via Cesarea e via Macaggi, passiamo davanti alle tre caravelle, in via Diaz ed entriamo in via Barabino. Continuo a mantenere un buon passo ma sono sempre più stanco. Entriamo in via Casaregis e quindi in corso Italia. Qui, come in altri incroci, i conducenti dei veicoli suonano il clacson in segno di protesta, pretendendo di passare mentre noi corriamo. La polizia municipale tiene duro ma non è facile. Proprio in corso Italia un conducente è particolarmente tenace e suona senza soluzione di continuità. Non ce la faccio e gli urlo "è inutile che suoni tanto finché non saremo passati tutti non ti muovi", stranamente si sente in colpa e smette immediatamente di suonare. La salita di Punta Vagno non è particolarmente faticosa, la discesa verso Boccadasse è piacevole anche perché oramai la giornata è stupenda, le nuvole sono sparite ed il sole splende. All' inizio di via Cavallotti tutta la stanchezza mi assale e Gilberto mi riprende e mi supera. Reagisco, non lo raggiungo ma lo tengo nel mirino, è a 10 metri da me e non lo mollo più. Rientriamo in via Caprera e ci buttiamo nella discesa che ci porta fino a piazza Sturla, via dei Mille, via Tabarca e via del Tritone. Ho raggiunto Gilberto ma sono cotto. La breve salita che ci porta ad attraversare via Mille e ci fa entrare in via Brigata Salerno mi taglia definitivamente le gambe. Percorro via Brigata Salerno ed entro nuovamente in villa Gentile. Percorro l'anello stringendo i denti, ai centro metri sferro l'attacco finale. Gilberto mi batte per tre secondi, ma non mi lamento. Silvia e Amanda mi aspettano dove le avevo lasciate prima di partire. Silvia è sempre nervosa e mi racconta che il ragazzino che si era innamorato di Amanda è stato con loro per un bel po' stressando soprattutto lei. Amanda è allegra come sempre, lei per fortuna non si stressa facilmente.
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