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mercoledì 4 maggio 2011

La Mezza

Oggi finalmente “la Mezza”.
Le altre hanno un nome, la mezza maratona di Portofino, la mezza maratona di Arenzano, ma quella di Genova è solo “la Mezza”.
“La Mezza” è stata la mia prima mezza, era il 2006.
Oggi poi è una giornata stupenda, le previsioni meteo avevano indicato giornata nuvolosa e temperature sotto la media, infatti c’è un sole stupendo e la temperatura è decisamente gradevole.
Mi alzo alle 6, faccio subito colazione e mi metto a leggere per far passare il tempo. Silvia come al solito vorrebbe lasciare Amanda a casa e io come al solito riesco a convincerla a portarla.
Alle 8 partiamo e nonostante arriviamo alle 8,20 i parcheggi al silos dei magazzini del cotone sono al completo, non solo per il numero notevole di partecipanti a tutta la manifestazione, ma anche perché in occasione della mezza i silos dei magazzini del cotone sono convenzionati e si paga la metà della tariffa. Veloce retromarcia e parcheggiamo da porta Siberia pensando di dovere pagare per intero ed invece, benché non pubblicizzato, anche questo è convenzionato ed alla fine infatti paghiamo la metà.
Depositiamo borsa e andiamo verso la partenza. Incontriamo Pietro e sua moglie, non farà la mezza, parteciperà alla Corri Genova, 11,5km.
Ci dovrebbe essere anche “il mi’babbo” ma nella moltitudine di gente che ci si para davanti non lo vediamo.
Saluto Silvia e Amanda e mi schiero. Come consiglia sempre Ugo mi metto davanti, sono in quinta fila, vedo Agostino che è in prima fila, lui è veloce e deve stare li, mi invita ad affiancarlo ma declino e gli dico che mi accontento della mia posizione. Manca poco e sono pronto.
Come ogni anno tutta la mia preparazione è finalizzata alla Mezza.
Mi preparo seguendo il più possibile una tabella di allenamento, cerco di essere rigoroso, anche se non sempre riesco a rispettare le date ed i chilometri previsti. Il tempo meteorologico è una variabile inesistente, vento, pioggia, neve e gelo, non sono un ostacolo, ma uno sprone.  
Oggi sono pronto, oggi si và, oggi finalmente scenderò sotto 1 ora e 45 minuti, me lo sento.
Inno di Mameli suonato dalla Filarmonica Sestrese, come 150 anni fa, poi lo sparo e si parte.
Benché sia in quinta fila per evitare quelli più lenti che mi rallenterebbero, le “pippe” sono sempre davanti, mi aspettavo di essere superato da una moltitudine di gente ed invece per il primo chilometro continuo a superare. Lo scenario iniziale è sempre meraviglioso. Dal porto antico passando per piazza Caricamento, via Gramsci, piazza dell’Annunziata, via Cairoli, via Garibaldi, piazza fontane Morose, via XXV Aprile, percorriamo tutto il cuore storico di Genova, quindi entriamo in Piazza de Ferrari, il centro di Genova, poi via XX Settembre, dove c’è la “rambletta”, una specie di isola verde lunga circa 100m con alberelli contenuti in vasi enormi, creata per pubblicizzare l’imminente Euroflora, fortemente criticata dai genovesi; da via XX Settembre fino a corso Buenos Aires è tutta discesa e le gambe vanno che è un piacere. Giriamo in via Casaregis e poi entriamo in corso Italia fino a Boccadasse. Il ritmo è ottimo e per i primi 6km riesco a mantenere una media di 4,30, ben superiore rispetto alle mie aspettative.
A Boccadasse primo giro di boa, invertiamo la marcia e torniamo verso la fiera di Genova ripercorrendo corso Italia. Prima di entrare in sopraelevata siamo al 10km e incredibilmente li ho percorsi in 46,30. In sopraelevata mi aspettano 5km di sofferenza sotto il sole. Al 12°km il timer dice 56.30. Incredibile. Cerco di mantenere il passo e faticosamente arrivo a Sampierdarena, si esce dalla sopraelevata e si entra in via di Francia, terzo rifornimento e poi lungomare Canepa, 3km fra andata e ritorno, sotto un sole oramai cocente ed in cerca di tutte le energie rimaste. Secondo giro di boa in corrispondenza della rotonda alla Fiumara. La rampa che mi riporta in sopraelevata è per me faticosissima, sono in vista del 4° e ultimo rifornimento in corrispondenza del 18°km. Saluto Gregori, un vigile urbano che conosco per motivi di lavoro e che oramai per il terzo anno consecutivo presta servizio durante la mezza in corrispondenza dell’elicoidale della sopraelevata bloccando i veicoli i cui conducenti vorrebbero lanciarci contro assieme a tutti gli improperi che già ci hanno lanciato. Il km 17 è stato faticoso e fra ristoro e rampa in salita perdo molto tempo e lo chiudo in 5.30. Adesso 3km di sopraelevata e poi l’arrivo al porto antico. La stanchezza oramai è più che presente e corre con me, ma non mi aiuta, mi ha messo dei macigni ai piedi e ogni passo è pesantissimo. Ma non mollo, non quest’anno. Gli ultimi tre sono quasi terminati. Esco dalla sopraelevata percorrendo la rampa che in discesa porta all’ingresso del porto antico. Entro nel piazzale e percorro i pochi metri che mancano al traguardo. Passo sotto l’arrivo e stoppo il cronometro. 1h 41’ 24”. Sono stremato ma contento, non solo sono riuscito a rimanere sotto 1h 45’, ma ho addirittura ottenuto un tempo per me impensabile. Silvia e Amanda sono li ad aspettarmi. Spunta anche “il mi babbo” che ci dice che alla partenza si era messo sopra un scala ma anche lui non ci aveva visto, ci saluta ma stranamente ha fretta e va via subito. Ritiriamo il pacco gara dell’arrivo e ci rifocilliamo un po’. Anche quest’anno la Mezza è andata, ma finalmente è andata come volevo io. Comunque come io riesca a correre 21097m per me resta sempre un mistero.

1 commento:

  1. Bravo Daniele, complimenti per il tempo e per il post!
    ciao Francesco!

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